“Inviterei i trasportatori a dedicare più tempo alla crescita della propria azienda, invece che alla gestione quotidiana.”

Tobias van Rees, direttore dei trasporti della società di spedizioni Interlogic, condivide le scelte che ha adottato e che anche altri trasportatori potrebbero valutare.
Alla domanda sull’andamento dei prezzi nel trasporto negli ultimi dieci anni, Van Rees è chiaro: “I costi sono aumentati enormemente, in particolare quelli legati al lavoro. I contratti collettivi sono diventati significativamente più onerosi. Non c’è nulla di sbagliato in questo, ma significa che, sulle tratte di media distanza, i nostri costi sono composti principalmente dai salari. A questo si aggiungono i pedaggi stradali. La Germania è l’esempio più evidente: paghiamo 38 centesimi per ogni chilometro percorso. Questo ci costringe, come trasportatori, a esaminare con estrema attenzione ciò che facciamo realmente come azienda.”
Il pedaggio per i veicoli pesanti porta a nuove scelte
L’attenzione di Interlogic su ciò che fa — e su ciò che non fa — non è una novità. Van Rees spiega: “Ma il pedaggio per i veicoli pesanti segna un nuovo capitolo nel processo decisionale.” Ci torneremo tra poco.
Interlogic è nata dieci anni fa proprio perché Van Rees non condivideva l’approccio di molti altri trasportatori: “Molti si concentrano su una piccola parte del mercato e su aree come il Nord della Francia o il Benelux. Se una destinazione è appena fuori da quell’area, la risposta alla richiesta del cliente è spesso ‘no’. Quando invece i clienti vogliono che tutta la loro attività di trasporto sia gestita.”
Interlogic vuole servire ogni cliente, ma alle proprie condizioni: “Quando abbiamo fondato l’azienda, abbiamo deciso di supportare i clienti per qualsiasi richiesta di trasporto su strada. Per ciò che non possiamo gestire direttamente, ci affidiamo a collaboratori. Se un cliente desidera qualcosa di extra, il costo aumenta leggermente oppure coinvolgiamo un collaboratore. Sono scelte che proponiamo al cliente: può accettarle, oppure no.”
“Imprenditori e pianificatori dovranno collaborare molto di più con i propri pari.”
L’introduzione del pedaggio per i veicoli pesanti richiede ancora una volta di fare delle scelte, afferma Van Rees. “Se percorri molti chilometri a vuoto, devi assolutamente iniziare a riempirli. Inoltre, ci sono domande a cui rispondere, come: ‘hai le persone giuste per questo nuovo approccio?’ E ancora: ha senso affidare parte delle tratte attuali a un collaboratore? Imprenditori e pianificatori dovranno confrontarsi molto di più tra loro per costruire insieme un modello di trasporto efficiente dal punto di vista dei costi.”
Adattare le rotte o trovare carichi aggiuntivi
Il direttore di Interlogic osserva che l’incertezza sta aumentando non solo tra i trasportatori, ma anche tra gli spedizionieri: “Mi riferisco ad aziende che non sono ancora nostri clienti, ma che gestiscono una propria flotta o collaborano con un piccolo trasportatore. Lo spedizioniere ingaggia il trasportatore su base oraria per servire, ad esempio, 5 clienti al giorno nei Paesi Bassi, coprendo 500 chilometri. La sera, il trasportatore rientra alla base a vuoto. Un viaggio di andata e ritorno, con un pedaggio di 20 centesimi al chilometro, costa improvvisamente 100 euro in più. In molti casi sarà necessario rivedere la struttura delle rotte, magari coinvolgendo un collaboratore aggiuntivo o raccogliendo carichi lungo il percorso.” Van Rees si aspetta che alcuni spedizionieri siano disposti a coprire parte dei viaggi a vuoto, ma se la redditività di un veicolo continua a diminuire, si tireranno indietro: “È davvero necessaria una maggiore collaborazione lungo tutta la filiera.”
Cercare carichi per riempire i chilometri a vuoto
Quando si tratta di trovare rotte più efficienti, Interlogic utilizza da tempo il proprio data warehouse, spiega Van Rees: “Monitoriamo quali chilometri percorriamo a vuoto e poi orientiamo le nostre scelte verso nuovi punti di carico e scarico nelle aree dove questi chilometri sono più elevati.” Inoltre, l’azienda di trasporto e spedizioni si collega sempre più spesso con altri trasportatori: “Per trovare il giusto equilibrio utilizziamo, tra gli altri strumenti, Teleroute. La grande maggioranza dei nostri viaggi è gestita direttamente o tramite collaboratori fissi, ma c’è sempre una parte di carichi residui. È qui che la borsa carichi diventa ideale. Lo stesso vale quando un veicolo si trova senza carico nel Nord dell’Olanda e il viaggio successivo parte dal Sud dell’Olanda: per il tratto intermedio utilizziamo, tra gli altri, Teleroute. Direi che rappresenta circa il 2–5% dei nostri viaggi.”
“Parla con i tuoi clienti: tenete sotto controllo i costi insieme.”
Secondo Interlogic, il pedaggio per i veicoli pesanti accelera soprattutto la necessità, per i trasportatori, di valutare in modo più efficace le soluzioni a loro disposizione: “La soluzione più importante è confrontarsi con i clienti su come riuscire a gestire meglio i costi insieme. La visione d’insieme è fondamentale: capire se è più efficace consolidare i flussi, ridurre la frequenza dei viaggi invece che operare ogni giorno, oppure valutare quale impatto possa avere una maggiore flessibilità nelle finestre temporali.”
Il ruolo del trasportatore evolve verso quello di consulente
Se il confronto con un cliente non porta a una soluzione sostenibile, i trasportatori devono avere il coraggio di fare delle scelte: “Oggi il trasportatore è sempre più un consulente per il cliente. I trasportatori stanno evolvendo in collaboratori strategici. È importante che entrambe le parti valutino quale collaborazione sia davvero adatta. Se un cliente non è disposto a seguire questo approccio, potrebbe significare la fine del rapporto.” “Inviterei davvero i trasportatori a lavorare di più sulla propria azienda, piuttosto che limitarsi alla gestione operativa. Guardate alle opportunità e non abbiate paura di fare nuovi passi o di collaborare.”